Esplorare l’isola in macchina è una delle esperienze più belle e suggestive che puoi vivere in Sardegna. Oltre a ragioni di tipo pratico, legate alla semplicità degli spostamenti, con una auto a noleggio potrai raggiungere le mete più sperdute e percorrere tratti panoramici davvero straordinari.

Ma come organizzare il tour della Sardegna in auto? Segui i nostri consigli!

Leggi tutto: Tour della Sardegna in 7 giorni: come organizzare il tuo itinerario in auto

Giorno 1 – Da Olbia a Palau, attraversando la Gallura

Partenza: Olbia
Arrivo: Palau
Tempo di guida: circa 1 ora (senza soste)
Distanza: circa 45 km

Il primo giorno è pensato per entrare gradualmente nello spirito del viaggio in Sardegna. Se arrivi in Sardegna in aereo all’aeroporto di Olbia o sbarchi al porto in mattinata, evita di programmare lunghi spostamenti: concediti il tempo di visitare la città e raggiungere con calma la Gallura, una delle zone più caratteristiche dell’isola.

Prima tappa: Olbia

Prima di partire vale la pena dedicare qualche ora a Olbia. Pur essendo conosciuta soprattutto come principale porta d’accesso al nord-est della Sardegna, offre un centro storico piacevole da visitare a piedi, con locali, negozi e monumenti che raccontano la lunga storia della città.

Se è la tua prima volta in Sardegna, questa è anche l’occasione per fermarti a pranzo senza fretta e iniziare il viaggio con un ritmo rilassato.

itinerario da Cagliari a Olbia

Lasciata Olbia, imbocca la strada in direzione Palau.

Anziché puntare direttamente alla destinazione, ti consigliamo di fare una breve deviazione verso San Pantaleo, uno dei borghi più caratteristici della Gallura. Circondato da imponenti rocce granitiche modellate dal vento, è il luogo ideale per una passeggiata tra piccole botteghe artigiane, gallerie d’arte e piazzette tranquille. Non richiede molto tempo e rappresenta una piacevole introduzione ai paesaggi tipici di questa parte dell’isola.

Se preferisci raggiungere direttamente il mare, puoi invece proseguire senza deviazioni verso Palau.

Arrivo a Palau

Nel pomeriggio raggiungerai Palau, affacciata sull’Arcipelago di La Maddalena.

Non cercare di concentrare troppe visite oggi: Palau sarà la base perfetta per il secondo giorno, interamente dedicato all’arcipelago.

Se hai ancora qualche ora a disposizione puoi passeggiare sul lungomare oppure raggiungere la Roccia dell’Orso, uno dei punti panoramici più conosciuti della zona, dal quale si gode una splendida vista sulla costa gallurese e sulle isole dell’arcipelago.

Quanto tempo dedicare alle visite

  • Olbia: 2-3 ore;
  • San Pantaleo: circa 1 ora (facoltativa);
  • Palau: il resto del pomeriggio.

L’obiettivo di questa giornata non è vedere il maggior numero possibile di luoghi, ma iniziare il tour con calma e arrivare a Palau nel pomeriggio, pronto per l’escursione del giorno successivo.

Pernottare a Palau permette di partire la mattina seguente con uno dei primi traghetti per La Maddalena, evitando le ore di maggiore affluenza, soprattutto durante l’alta stagione. Inoltre, la cittadina offre numerose strutture ricettive, ristoranti e servizi, risultando una base molto comoda per proseguire il viaggio.

Il consiglio di Ellepi

Il primo giorno è spesso sottovalutato. Dopo un volo o una traversata in traghetto, la tentazione è quella di macinare subito chilometri. Il nostro consiglio è l’opposto: limita gli spostamenti, prenditi il tempo per conoscere la Gallura e goditi il viaggio senza fretta. Avrai davanti un’intera settimana per scoprire la Sardegna e partire con il giusto ritmo renderà l’esperienza molto più piacevole.

Giorno 2 – Alla scoperta dell’Arcipelago di La Maddalena e Caprera

Partenza: Palau
Arrivo: Palau
Tempo di guida: limitato agli spostamenti sulle isole
Traghetto: Palau → La Maddalena (circa 15-20 minuti)

Se c’è una tappa che merita un’intera giornata, è sicuramente l’Arcipelago di La Maddalena. Le isole sono facilmente raggiungibili da Palau grazie ai collegamenti marittimi frequenti e rappresentano uno dei luoghi simbolo della Sardegna, dove natura, mare e storia convivono in uno scenario unico.

Il nostro consiglio è partire al mattino presto. Soprattutto nei mesi estivi, prendere uno dei primi traghetti permette di trovare meno traffico sulle isole e di visitare le spiagge nelle ore più tranquille.

La Maddalena

Prima tappa: il centro storico di La Maddalena

Una volta sbarcato, dedica un po’ di tempo al centro storico di La Maddalena.

Le vie del centro sono piacevoli da percorrere a piedi e offrono numerosi bar, negozi e ristoranti dove fare colazione o una breve sosta prima di iniziare il giro dell’isola. È anche il momento giusto per fare rifornimento d’acqua o acquistare quanto ti servirà durante la giornata.

Attraversando il ponte che collega le due isole raggiungerai Caprera, molto diversa rispetto a La Maddalena. Qui il paesaggio diventa più selvaggio e conserva un’atmosfera particolarmente tranquilla. Oltre alle sue spiagge, Caprera è conosciuta per la Casa Museo di Garibaldi, dove visse gli ultimi anni Giuseppe Garibaldi. Anche chi non è particolarmente appassionato di storia troverà interessante visitare questo luogo, immerso nella natura dell’isola.

Una delle tentazioni più comuni è cercare di vedere tutte le spiagge dell’arcipelago nella stessa giornata. Il nostro consiglio invece è, piuttosto che trascorrere la giornata in auto spostandoti continuamente, di scegliere una spiaggia che ti ispiri particolarmente e dedicaci qualche ora. In questo modo potrai goderti il mare senza la sensazione di dover ripartire dopo pochi minuti.

L’arcipelago offre numerose possibilità e ogni viaggiatore ha la propria preferita. Se desideri approfondire quali siano le spiagge più belle, trovi una guida dedicata nel nostro blog.

Prima di rientrare a Palau vale la pena percorrere la strada panoramica che costeggia parte dell’isola. Non richiede deviazioni impegnative e permette di ammirare alcuni dei panorami più belli dell’arcipelago, alternando scorci sul mare, macchia mediterranea e affioramenti granitici tipici della Gallura.

Non è necessario fermarsi in ogni punto panoramico: scegline uno o due e concediti il tempo di apprezzare lo splendido paesaggio!

Quanto tempo dedicare alle visite

  • Centro storico di La Maddalena: 1-2 ore;
  • Casa Museo di Garibaldi (facoltativa): circa 1 ora;
  • Spiaggia: 3-4 ore;
  • Giro panoramico dell’isola: 1-2 ore, comprese le soste.

Perché pernottare ancora a Palau

Anche se potrebbe sembrare naturale ripartire subito verso la tappa successiva, fermarsi una seconda notte a Palau rende il viaggio molto più equilibrato.

L’escursione nell’arcipelago richiede tempo e, durante l’estate, il rientro con gli ultimi traghetti può coincidere con un maggiore afflusso di visitatori. Riprendere l’auto e affrontare altre tre o quattro ore di guida significherebbe trasformare una delle giornate più belle del tour in una corsa contro il tempo. Riposare a Palau ti permetterà invece di partire con calma il mattino seguente verso l’Ogliastra, affrontando il trasferimento con le energie giuste.

Il consiglio di Ellepi

Se viaggi tra giugno e settembre, prenota il traghetto in anticipo e cerca di imbarcarti nelle prime ore della mattina. Troverai meno traffico sulle isole, sarà più semplice parcheggiare e potrai vivere l’arcipelago con maggiore tranquillità. Ricorda inoltre che alcune spiagge e aree naturalistiche sono soggette a regole di tutela: informarsi prima della visita ti permetterà di organizzare al meglio la giornata e contribuire a preservare uno dei patrimoni naturali più preziosi della Sardegna.

Giorno 3 – Da Palau all’Ogliastra, attraversando la Sardegna orientale

Partenza: Palau
Arrivo: Santa Maria Navarrese oppure Tortolì
Tempo di guida: circa 3 ore e 30 minuti (senza soste)
Distanza: circa 220 km

Dopo due giornate trascorse tra Olbia, la Gallura e l’Arcipelago di La Maddalena, è il momento di dirigersi verso una delle zone più affascinanti della Sardegna: l’Ogliastra.

Questa tappa è dedicata soprattutto al viaggio, ma il percorso attraversa paesaggi molto diversi tra loro e permette di scoprire una Sardegna più autentica, lontana dalle località balneari più frequentate.

Il nostro consiglio è quello di partire dopo colazione, senza aspettare troppo. Arrivare in Ogliastra nel primo pomeriggio ti consentirà di avere ancora diverse ore a disposizione per visitare la zona e rilassarti prima della giornata successiva.

Lasciata Palau, il percorso si sviluppa verso sud-est attraversando parte della Gallura e dell’entroterra. Lungo il tragitto il paesaggio cambia gradualmente: le colline granitiche lasciano spazio a rilievi più marcati, boschi e vallate che anticipano l’arrivo nel territorio ogliastrino.

Non è una giornata in cui consigliamo numerose deviazioni. Il bello di questo trasferimento è proprio osservare come cambiano i panorami attraversando una parte dell’isola meno conosciuta dal turismo di massa.

Arrivo in Ogliastra

Nel primo pomeriggio raggiungerai la costa orientale.

Per il pernottamento ti consigliamo di scegliere una struttura a Santa Maria Navarrese oppure a Tortolì. Entrambe rappresentano un’ottima base per visitare il Golfo di Orosei il giorno seguente. Santa Maria Navarrese è più raccolta e tranquilla, mentre Tortolì offre una scelta più ampia di ristoranti, negozi e servizi.

Dopo il viaggio evita di programmare escursioni impegnative.

Puoi dedicare il resto della giornata a passeggiare sul lungomare di Santa Maria Navarrese oppure raggiungere la vicina Arbatax per ammirare le celebri Rocce Rosse, uno degli scorci più fotografati della costa orientale.

Se preferisci trascorrere qualche ora al mare, nelle vicinanze non mancano spiagge facilmente accessibili dove concederti un ultimo bagno prima di cena.

Perché fermarsi in Ogliastra

Le più belle spiagge dell'Ogliastra raggiungibili in auto

L’Ogliastra è considerata una delle zone più spettacolari della Sardegna orientale. Da qui partono molte delle escursioni dirette alle cale del Golfo di Orosei e ai sentieri che conducono ad alcune delle spiagge più famose dell’isola.

Pernottare in questa zona permette quindi di iniziare presto la giornata successiva, sfruttando al meglio le ore del mattino.

Quanto tempo dedicare alle visite

  • Trasferimento: circa 3 ore e 30 minuti, escluse le soste;
  • Passeggiata a Santa Maria Navarrese oppure visita ad Arbatax: 2-3 ore;
  • Relax in spiaggia o aperitivo sul mare: il resto del pomeriggio.

Il consiglio di Ellepi

Resisti alla tentazione di inserire troppe soste lungo il percorso. Domani visiterai il Golfo di Orosei, una delle tappe più attese dell’intero itinerario, e partire presto farà davvero la differenza. Se possibile, approfitta del pomeriggio per rilassarti e informarti sull’escursione che hai scelto: alcune uscite in barca richiedono la prenotazione anticipata, mentre per il trekking verso Cala Goloritzé è bene verificare in anticipo le modalità di accesso e gli eventuali limiti giornalieri.

Giorno 4 – Dal Golfo di Orosei a Villasimius, lungo la costa orientale

Partenza: Santa Maria Navarrese oppure Tortolì
Arrivo: Villasimius
Tempo di guida: circa 3 ore (senza soste)
Distanza: circa 180 km

Se i giorni precedenti ti hanno fatto conoscere la Gallura e l’Ogliastra, oggi vivrai due delle coste più spettacolari della Sardegna.

La mattina è dedicata al Golfo di Orosei, mentre il pomeriggio sarà un piacevole trasferimento lungo la costa orientale fino a Villasimius, porta d’ingresso del sud-est dell’isola. Il nostro consiglio è di partire presto, così da avere il tempo di vivere entrambe le esperienze senza fretta.

Viaggio a Villasimius: come arrivare da Olbia e cosa vedere

Visitare il Golfo di Orosei

Il Golfo di Orosei offre decine di possibilità, ma in una sola mattinata è impossibile vedere tutto. Per questo ti suggeriamo di scegliere una delle due esperienze che meglio si adatta al tuo modo di viaggiare.

Se ami camminare nella natura, puoi affrontare il sentiero che conduce alla Cala Goloritzé, una delle spiagge simbolo della Sardegna. Il percorso richiede un buon livello di preparazione fisica e va pianificato con attenzione, verificando in anticipo le modalità di accesso e le eventuali prenotazioni richieste.

Se invece preferisci trascorrere la giornata in mare, la scelta migliore è un’escursione in barca lungo il Golfo di Orosei. Le partenze avvengono generalmente dai porti di Santa Maria Navarrese, Arbatax o Cala Gonone, a seconda dell’itinerario scelto. Molte escursioni consentono di ammirare dal mare alcune delle cale più famose della costa orientale e di effettuare soste per il bagno.

Qualunque sia la tua scelta, evita di voler concentrare troppe attività nella stessa mattina. Il Golfo di Orosei merita di essere vissuto con calma.

Dopo pranzo è il momento di rimettersi in viaggio.

Il viaggio verso Villasimius segue la costa orientale della Sardegna e rappresenta uno dei tratti più piacevoli dell’intero itinerario. Pur non essendo una strada interamente affacciata sul mare, attraversa paesaggi molto vari, alternando tratti costieri, rilievi e piccoli centri.

Non avere fretta di arrivare: se trovi un punto panoramico che ti colpisce, concediti una breve sosta. In Sardegna anche il viaggio fa parte dell’esperienza.

Nel tardo pomeriggio raggiungerai Villasimius, una delle località balneari più conosciute dell’isola. Dopo il viaggio ti consigliamo semplicemente di fare una passeggiata nel centro del paese o sul lungomare, scegliendo un ristorante dove assaggiare la cucina locale.

Le spiagge più famose della zona meritano una visita con la luce del mattino, quando il mare regala i suoi colori migliori e l’affluenza è generalmente più contenuta.

Quanto tempo dedicare alle visite

  • Esperienza nel Golfo di Orosei: l’intera mattina;
  • Trasferimento verso Villasimius: circa 3 ore, escluse le soste;
  • Passeggiata serale a Villasimius: 2-3 ore.

Perché fermarsi a dormire a Villasimius

Villasimius è il punto di partenza ideale per visitare con calma il sud-est della Sardegna.

Pernottare qui significa poter dedicare la mattina successiva alle spiagge e all’Area Marina Protetta di Capo Carbonara prima di proseguire verso Cagliari. In questo modo potrai spalmare il viaggio su due giornate e mantenere un ritmo delle visite piacevole.

Il consiglio di Ellepi

Molti itinerari cercano di inserire nella stessa giornata Cala Goloritzé, un’escursione in barca, Costa Rei e Villasimius. Nella pratica significherebbe trascorrere più tempo a guardare l’orologio che il mare.

Cala Goloritzè
Cala Goloritzè

Scegli una sola esperienza per la mattina, vivila fino in fondo e considera il viaggio verso Villasimius come parte del viaggio. È il modo migliore per goderti davvero questa giornata senza trasformarla in una corsa tra una tappa e l’altra.

Giorno 5 – Da Villasimius a Chia, passando per Cagliari e Nora

Partenza: Villasimius
Arrivo: Chia oppure Pula
Tempo di guida: circa 2 ore (senza soste)
Distanza: circa 90 km

Dopo la lunga giornata di ieri, oggi il ritmo cambia. Gli spostamenti sono contenuti e potrai dedicare più tempo alle visite.

La mattina è l’occasione giusta per fare la conoscenza del tratto di costa che ha reso celebre Villasimius, mentre il pomeriggio ti porterà alla scoperta di Cagliari e di uno dei siti archeologici più importanti della Sardegna, prima di raggiungere Chia.

Inizia la giornata a Villasimius

Prima di lasciare Villasimius concediti ancora qualche ora in questa parte della costa sud-orientale.

L’Area Marina Protetta di Capo Carbonara tutela uno dei tratti di mare più belli della Sardegna e ospita alcune spiagge molto apprezzate per il colore dell’acqua e i fondali limpidi.

Scegli una spiaggia che ti ispira particolarmente e goditela con calma. In questo modo potrai vivere davvero il mare senza trasformare la mattinata in una continua ricerca di parcheggio.

Prosegui verso Cagliari

Lasciata Villasimius, raggiungerai Cagliari in poco più di un’ora.

Anche se il tempo a disposizione non è sufficiente per visitare ogni angolo della città, vale la pena dedicare qualche ora ai suoi luoghi più rappresentativi.

Il quartiere di Castello è il punto migliore da cui iniziare. Passeggiando tra vicoli, bastioni e piazze panoramiche potrai respirare l’atmosfera del centro storico e ammirare il panorama sul golfo. Se hai tempo, raggiungi anche la Spiaggia del Poetto, una delle spiagge urbane più conosciute d’Italia, dominata dal promontorio della Sella del Diavolo.

Lasciata Cagliari, prosegui verso Pula.

Pochi chilometri prima del centro abitato si trova l’Area archeologica di Nora, considerata uno dei siti archeologici più importanti della Sardegna. Qui potrai passeggiare tra i resti dell’antica città fondata in epoca fenicia e successivamente sviluppata dai Romani, osservando mosaici, terme, strade e il suggestivo teatro affacciato sul mare.

La visita richiede generalmente un paio d’ore e rappresenta una piacevole pausa culturale tra una giornata di mare e la successiva.

Visita a Chia

Nel tardo pomeriggio raggiungi Chia.

Questa località è famosa per il susseguirsi di spiagge, dune e promontori che caratterizzano la costa sud-occidentale dell’isola. Ti consigliamo semplicemente una passeggiata prima del tramonto oppure una cena con vista sul mare.

Pernottare a Chia o nei dintorni di Pula ti consentirà di ripartire il mattino seguente già lungo il percorso previsto verso la costa occidentale.

Quanto tempo dedicare alle visite

  • Villasimius: 3-4 ore;
  • Cagliari: 2-3 ore;
  • Area archeologica di Nora: circa 2 ore;
  • Chia: serata e pernottamento.

Perché fermarsi a dormire a Chia

Dormire a Chia permette di evitare inutili spostamenti la mattina successiva e di affrontare con più calma il percorso verso la Costa Verde. Inoltre, la zona offre un’atmosfera molto diversa rispetto alle località visitate nei giorni precedenti: più tranquilla, immersa nella natura e perfetta per rilassarsi dopo una giornata ricca di visite.

Il consiglio di Ellepi

Se il tempo a disposizione dovesse ridursi, non cercare di sacrificare ogni tappa pur di rispettare il programma. È meglio dedicare meno tempo a Cagliari oppure scegliere una sola spiaggia a Villasimius piuttosto che visitare Nora di corsa. Questo sito archeologico è uno dei luoghi che raccontano meglio la storia della Sardegna e merita una visita senza fretta!

Giorno 6 – Da Chia a Bosa, attraversando la Costa Verde e il Sulcis

Partenza: Chia oppure Pula
Arrivo: Bosa
Tempo di guida: circa 3 ore e 30 minuti (senza soste)
Distanza: circa 180 km

La Costa Verde e il Sulcis raccontano un volto meno conosciuto dell’isola, dove la natura domina ancora il paesaggio e il passato minerario ha lasciato testimonianze di grande interesse storico e culturale.È una giornata da vivere senza fretta, facendo poche soste ma scegliendole con cura.

Visitare la Costa Verde

Spiagge della Costa Verde in Sardegna: le più belle e selvagge

Lasciata Chia, prosegui verso nord lungo la costa sud-occidentale.

Entrando nella Costa Verde il paesaggio cambia rapidamente: le spiagge attrezzate lasciano spazio a un litorale più selvaggio, caratterizzato da dune, macchia mediterranea e lunghi tratti quasi incontaminati.

Se hai tempo, vale la pena raggiungere Spiaggia di Piscinas, famosa per le sue imponenti dune di sabbia, considerate tra le più alte d’Europa. È uno dei luoghi più iconici della costa occidentale e offre un ambiente completamente diverso rispetto alle spiagge visitate nei giorni precedenti.

La strada per raggiungerla richiede un po’ di attenzione negli ultimi chilometri, ma il panorama ripaga ampiamente il tragitto.

Alla scoperta del passato minerario del Sulcis

Riprendendo il viaggio attraverserai parte del territorio del Sulcis-Iglesiente, una zona profondamente legata alla storia mineraria della Sardegna.

Se desideri inserire una sosta culturale, puoi visitare la Miniera di Porto Flavia oppure scegliere il vicino Complesso minerario di Montevecchio, due testimonianze della lunga tradizione estrattiva dell’isola.

Non è necessario visitarli entrambi nella stessa giornata: scegli quello che meglio si adatta ai tuoi interessi e al tempo a disposizione.

Prosegui verso Bosa

Nel pomeriggio il viaggio continua verso Bosa, uno dei borghi medievali più affascinanti della Sardegna.

Adagiata lungo le rive del fiume Temo, Bosa colpisce per le sue case colorate, le stradine acciottolate e il profilo del Castello di Serravalle, che domina il centro abitato dall’alto.

Dopo il check-in, il modo migliore per conoscere la città è semplicemente passeggiare senza una meta precisa tra il centro storico, il lungofiume e le piccole piazze, fermandoti per un aperitivo o una cena in uno dei locali del borgo.

Quanto tempo dedicare alle visite

  • Costa Verde e Spiaggia di Piscinas: 2-3 ore;
  • eventuale visita a un sito minerario: 1-2 ore;
  • passeggiata a Bosa: il resto del pomeriggio e la serata.

Perché fermarsi a dormire a Bosa

Pernottare a Bosa ti permetterà infatti di percorrere con calma, il giorno successivo, la spettacolare strada panoramica che collega Bosa ad Alghero, considerata da molti una delle più belle della Sardegna. Inoltre, trascorrere una serata nel borgo significa vivere un’atmosfera completamente diversa rispetto alle località costiere visitate durante il resto del viaggio.

Il consiglio di Ellepi

La Costa Verde è una esperienza da vivere appieno ammirando i suoi paesaggi. Se dovessimo scegliere un solo ricordo di questa giornata, sarebbe il contrasto tra le grandi dune di Piscinas, la costa battuta dal vento e la tranquillità del centro storico di Bosa al tramonto. Sono tre immagini molto diverse tra loro, ma raccontano perfettamente quanto la Sardegna sappia cambiare volto nel giro di poche ore.

Giorno 7 – Da Bosa ad Alghero, prima del rientro a Olbia

Partenza: Bosa
Arrivo: Olbia
Tempo di guida: circa 3 ore e 30 minuti (senza soste)
Distanza: circa 185 km

L’ultimo giorno del tour è pensato per concludere il viaggio senza fretta, attraversando uno dei tratti costieri più spettacolari della Sardegna prima di rientrare a Olbia.

La protagonista della mattinata non è soltanto la destinazione, ma anche la strada stessa: il collegamento tra Bosa e Alghero è considerato da molti uno degli itinerari panoramici più belli dell’isola. Curve dolci, falesie a picco sul mare e continui punti panoramici rendono questo trasferimento un’esperienza da vivere con calma.

strada Alghero-Bosa

Passeggiata nel centro storico di Alghero

Se il giorno precedente non hai avuto il tempo di visitare con calma il borgo, dedica la prima parte della mattinata a una passeggiata tra le vie del centro storico.

Le case colorate affacciate sul fiume Temo, i piccoli negozi artigianali e le stradine che salgono verso il Castello di Serravalle regalano un’atmosfera molto diversa rispetto alle località costiere incontrate durante il viaggio.

È il modo migliore per salutare uno dei borghi più caratteristici della Sardegna prima di rimettersi in strada.

Lasciata Bosa, imbocca la strada costiera in direzione Alghero.

Anche se richiede circa un’ora di guida, vale la pena mettere in conto qualche sosta lungo il percorso. Nei numerosi punti panoramici potrai ammirare la costa occidentale da prospettive sempre diverse, con il mare che accompagna buona parte del tragitto.

Non è necessario fermarsi ovunque: scegli uno o due punti che ti ispirano e concediti il tempo di osservare il paesaggio.

Dedica qualche ora ad Alghero

Arrivato ad Alghero, puoi trascorrere il resto della mattinata e parte del pomeriggio visitando una delle città più affascinanti della Sardegna. Il centro storico conserva ancora oggi l’impronta catalana che caratterizza la città, con bastioni affacciati sul mare, vicoli acciottolati e piazze vivaci.

Se hai a disposizione qualche ora, puoi passeggiare lungo i bastioni, visitare il porto turistico e concediti un pranzo a base di cucina locale prima di riprendere il viaggio. Se invece hai già visitato Alghero in passato o preferisci dedicare più tempo al mare, puoi scegliere una delle spiagge facilmente raggiungibili nei dintorni della città.

Il rientro verso Olbia

Nel primo pomeriggio è il momento di lasciare la Riviera del Corallo e dirigersi verso Olbia. Il percorso attraversa l’entroterra della Sardegna settentrionale e richiede circa due ore e mezza di guida.

Se il tuo volo o il traghetto partono il giorno successivo, puoi trascorrere l’ultima notte a Olbia e concludere il viaggio senza l’ansia degli orari. Se invece hai una partenza serale e gli orari lo consentono, puoi raggiungere direttamente il porto o l’aeroporto.

Quanto tempo dedicare alle visite

  • Passeggiata a Bosa: 1-2 ore;
  • strada panoramica Bosa-Alghero con soste fotografiche: circa 1 ora e 30 minuti;
  • visita di Alghero: 3-4 ore;
  • trasferimento Alghero-Olbia: circa 2 ore e 30 minuti.

Alghero rappresenta una conclusione perfetta per un viaggio attraverso la Sardegna: dopo aver conosciuto le coste orientali, il sud e la Costa Verde, la Riviera del Corallo offre un’ultima prospettiva sull’isola, diversa per paesaggi, storia e atmosfera.

È il modo migliore per chiudere un itinerario che, in sette giorni, permette di scoprire alcune delle aree più rappresentative della Sardegna senza rinunciare al piacere del viaggio su strada.

Il consiglio di Ellepi

Se il tuo volo parte la mattina presto, valuta di pernottare a Olbia invece di ripartire da Alghero all’alba. Concluderai il viaggio in modo più rilassato e ridurrai il rischio di imprevisti lungo il tragitto.

Se invece hai ancora qualche ora a disposizione, non avere fretta di lasciare Alghero. Passeggiare tra i bastioni al tramonto è uno di quei momenti che spesso rimangono tra i ricordi più belli di un viaggio in Sardegna.

È giunto il momento di salutare l’isola, attraversare l’entroterra granitico per tornare verso Olbia e concludere il tuo tour di 7 giorni alla scoperta della Sardegna.

Buon viaggio!